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hanno sfogliato qualche pagina *loading* persone
La guerra in Iraq ha provocato finora un numero di morti CIVILI stimato (comparando le fonti di diversi giornali internazionali) fra i 88656 e i 96766. Interessa?
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A 4 anni questa vignetta non mi faceva ridere (sì, sapevo leggere a 4 anni)
A 16 anni mi faceva sganasciare
A 25 anni mi fa sorridere, ma in modo un po' amaro...
Ecco a voi, in anteprima che non è più anteprima, i commenti alle canzoni di Sanremo direttamente dalla bocca - o meglio dalla tastiera - di Napra.
Leggete, va', così vi risparmiate di ascoltarle. Neanch'io le ho sentite tutte, onestamente...
Dolcenera: lei ha personalità, ma la canzone è abbastanza inconsistente. comunque il ritornello poteva essere sfruttato meglio. voto 5
Fausto Leali: patetico. la canzone è pura banalità sanremese e lui riesce pure a stonarla. il testo è rancorosità da anziani. Fuori dal mondo, fuori dalla storia. voto 3
Tricarico: canzone dal testo ironico, ma musicalmente al limite del grottesco. lui canta malissimo e non essendo dylan non può permetterselo. Voto 5
Marco Carta: "tu sarai la forza mia"????? ma va a cagare. terrificante. roba per 13enni brufolotiche. Un personaggio che da solo incarna perfettamente il peggio della trivialità da tubo catodico e il conservatorismo del paese. Voto 2. Ridateci Fausto Leali...
Patty Pravo: oggettivamente di un altro livello. la canzone, forse un po' enfatica, è carina. lei ha sempre fascino e carisma. certo la canzone di qualche anno fa, che aveva vinto?, era meglio. Voto 7-
Marco Masini: svolta impegnata ma con il consueto qualunquismo. sembra de gregori con la glicemia alle stelle. poco credibile e poco consistente. almeno un bel paio di parolacce però c'erano. voto 4
Francesco Renga: vocalmente indiscutibile. incendiario a 20 anni, pompiere già a 22, torna con una canzone ben fatta che lo candida al ruolo, poco onorevole, di Michael Bolton brianzolo. Voto 5
Pupo-Belli-YussounDur: incredibile trio. Da Belli e Pupo non c'era niente da aspettarsi, ma YD una volta era il pupillo di Gabriel, che diamine. La canzone è imbarazzante e The Voice of Senegal canta in italiano come Don Lurio. Voto 2.5
Gemelli Diversi: ah ah ah... grande hip hop. sembrano i wu tang clan (è ironia)....voto 1
Al Bano: embè, cosa pretendevate???? Lui è sempre lui e fa la sua parte. Se mai c'è da chiedersi perchè diavolo sia stato scelto. E' vero che c'è anche il pubblico dei 70enni...che notoriamente compra i dischi a carrettate. voto 4
Afterhours: il gruppo di punta della scena alternativa italiana. Spiegato il perchè sono andati, rimane da capir quale sarà il loro impatto. Penso nullo. destinati ad arrivare ultimi e a vincere il premio della critica, ovviamente. Il pezzo è appena discreto, ma con il pregio di non ammiccare per nulla al festival. Voto decontestualizzato 6. Voto contestualizzato 8.
iva zanicchi: in versione "zoccolone maturo" per il testo si conferma personaggio minore della scena leggera. oltretutto il ritornello sembra plagiato da qualche parte...voto 3
Nicolai-Di Battista: un fremito ritmico finalmente. pezzo solare, non eccezionale di certo ma almeno non sembra scritto nel 1948. Voto 6
Povia: Luca sarà stato anche gay, ma lui continua ad essere cretino. al testo imbarazzante fa da contraltare un ritornello ruffiano a sufficienza. Voto 4
Sal Da Vinci. Non ci bastava Gigi D'Alessio. Un'altra terronata invereconda. sembra che la tradizione napoletana sia ormai diventata appannaggio di ste merde neomelodiche. non si pretende i Napoli Centrale o il primo Pino, ma insomma. Successo garantito, comunque. Voto 2
Lavezzi-Alexia: il vecchio trombone e la sgallettata di ritorno. Sperando che lei non glie la dia, il pezzo è meno peggio di quello che si potrebbe pensare. E' lui che lo ammoscia un po'. Voto 5
(n.d.b. Mi trovo d'accordo pressoché su tutto, tranne il giudizio sugli Afterhours. Una canzone penosa salvata dagli ultimi 30 secondi, magnifici. Potevano portare solo quelli.)
A colpi di sondaggi Berlusconi deve aver capito che la linea che più "paga", in termini di ritorno elettorale, è come sempre quella di seguire la Chiesa, o meglio il Vaticano. Quindi è meglio seguire tale linea, soprattutto se si rivela latrice di altri vantaggi. Di conseguenza, ecco alla velocità della luce un disegno di legge su misura per impedire la morte dell'ormai celebre, suo malgrado, Eluana. Il tutto con la scusa patetica di impedire arbitri di alcun genere prima dell'introduzione di una norma competente, nonostante ci sia una sentenza definitiva che dice il contrario.
Quale migliore occasione quindi per creare una crisi istituzionale, mettere in discussione la figura del capo dello stato senza fare le figuracce di Di Pietro e contemporaneamente - e qui sta il colpo di genio - screditare la magistratura e la costituzione?
Il piano è così ben congegnato che sembra uscito dalle trame politiche di "Cronache della galassia". Invece è l'Italia, l'Italia di oggi.
Ora cosa accadrà? Il disegno di legge verrà approvato dalle camere, visto che Berlusconi di fatto l'ha posta come una questione di fiducia (e loro ci tengono a governare, a differenza di altri...), ci sarà una delegittimazione di fatto del capo dello stato e della magistratura. Il tutto in barba alle istituzioni democratiche, alla decenza e al rispetto, e condito dalla collaborazione più o meno innocente di numerosi esponenti del mondo cattolico. Persone pronte a cadere nella rete e che magari si sentono "super partes", per poi finire ad incensare come coraggiosa una coalizione di governo composta da razzisti manifesti e corrotti ancor più manifesti pur di dare una spintarella alla propria posizione.
Come al solito il premier non si sforza nemmeno di mascherare la propria posizione: «Con i poteri che ha ora il presidente del Consiglio e in più con l’ipotesi di una prassi che fa intervenire il capo dello Stato addirittura prima che si prendano decisioni la situazione è veramente una situazione che fa ridere» - incalza - e «ora andremo a fare delle riforme e può darsi che andremo subito a chiarire il dettato della Carta».
D'altra parte Berlusconi, vista la sua nota sensibilità, non ha fatto certo fatica a capire subito di essere dalla parte della ragione: «Non capisco come ci possano essere persone che non siano d'accordo con noi. A me sembra che non ci sia altro che la volontà di togliersi di mezzo una scomodità». La sua grande umanità lo porta anche a capire subito le problematiche affettive e morali sottese da questa intricata situazione: «Non vedo perché ci debba essere così tanta fretta, sono veramente stupito. Dopotutto la ragazza è assistita senza aggravio di spese per il padre». Per finire con «Se uno dei miei figli fosse lì, vivo e, mi dicono, anche con un bell’aspetto e con delle funzioni come il ciclo mestruale attivo e con la capacità di potersi risvegliare visto che il cervello trasmette ancora segnali elettrici, io non me la sentirei proprio di staccare la spina» - e così ha convinto tutti i nonni da bar d'Italia di essere davvero "mandato dal Signore". d'altra parte «Da un lato c'è la cultura statalismo e della morte, e dall'altro c'è la cultura della libertà e della vita».
Immagino la situazione fra un mese. Che la povera Eluana viva o muoia (e sarà una probabile tragedia in entrambi i casi) se il disegno di legge passerà - e lo farà - saranno stati raggiunti un bel po' di obiettivi:
- delegittimizzazione del capo dello Stato agli occhi dell'opinione pubblica
- giustificazione di una riforma della costituzione
- delegittimizzazione di una sentenza della Corte di Cassazione, sostituita da una decisione - peraltro arbitraria - di fatto presa dal Governo
senza contare i MILLE punti-rispetto che Berlusconi guadagnerà di fronte all'opinione pubblica italiana come "difensore della vita" e "salvatore dei popoli".
Una mossa geniale.
E, sia ben chiaro, il tutto a prescindere dal fatto che possa essere meglio o peggio per Eluana Englaro continuare a vivere piuttosto che morire.
Musica sempre sull'orlo della catastrofe. In bilico, in evoluzione e autodistruzione.
La ascolti e non la capisci, eppure senti che ti sta dicendo qualcosa di importante e a suo modo sensato. Come Di Pietro.
E' la matematica il linguaggio odierno, non le grida scomposte.
Essa è il coro dei sopravvissuti.
Il "latino" con cui l'uomo d'oggi celebra la liturgia dell'estinzione
senza capirci granchè.
I numeri non si possono amare.
GERUSALEMME – «Assud è morto! Viva Assud!». Un martire di peluche scuote il sonno dei bambini palestinesi: il coniglio Assud, l’eroe di tanti pomeriggi in tv, una specie di Gabibbo biancorosa e con le grandi orecchie, se n’è andato. Qualche pomeriggio fa, dopo la sigla d’apertura del programma «Pionieri del domani», i bambini erano tutti lì ad aspettarlo dove è sempre andato in onda: negli studi di Al Aqsa Tv, l’emittente di Hamas. Il coniglio è ricomparso, sì, ma per poco. A Saraa Barhoum, la ragazzina di 11 anni che presenta la trasmissione col capo velato, Assud s’è confidato da un letto d’ospedale. Ferito, la voce flebile. «Sono qui perché stavo venendo ad Al Aqsa Tv - ha raccontato -, volevo portarvi regali, libri, riviste e oggetti che appartengono ai bambini di Gaza, ma sono finito nel mezzo d’un bombardamento». Un pianto disperato, un testamento ideologico: «Cari bambini, il nemico sionista è infido. Uccide ogni cosa. Ma io non avrei mai creduto che sarebbe arrivato a tanto: uccidere i bambini della Palestina e bombardare la loro tivù».
(...) pianto il coniglio, il programma per i bimbi s’è chiuso con la piccola Saraa in piedi che ha indicato il «martire da emulare», chiamando alle armi tutti gli asili. «La vittoria è vicina! - ha garantito la bimbetta -. I soldati di "Pionieri del domani" cresceranno. E a Dio piacendo, seguiremo la stessa via degli studenti, degli scrittori, degli intellettuali. Oh Palestina, noi libereremo il tuo suolo, a Dio piacendo! Lo libereremo dalla sozzura del Sionista. Lo purificheremo coi soldati di "Pionieri del Domani"».
da Corriere.it
Sarà una cazzata, considerando l'attendibilità dell'informazione italiana? Mi auguro tanto tanto tanto di sì...
Briano Eno dice che cantare allunga la vita.
Ossigena il polmoni,
scarica la tensione,
e agisce da qualche parte nel cervello
infondendoci una meravigliosa sensazione di benessere.

In più se si può cantare assieme
alla propria dolce metà
sulle parole di quello che si considera
uno dei maggiori poeti dei nostri tempi
beh, il godimento è massimo!
Marco Paolini - secondo me - è un gran ruffiano.
Non come persona, sia chiaro, ma come attore è un ruffiano bello e buono. Si insinua tra i ricordi, tra le sensazioni. Richiama continuamente i sensi, gli odori e i sapori. Colora i propri monologhi con l'esperienza di chi lo ascolta.
E' per questo che riesce ad arrivare così in là, a farti partire con la testa come se stessi leggendo un libro, e non avessi davanti una persona che sta a raccontarti qualcosa ma solo una pagina, come un trampolino di lancio.
Forse questo è anche il suo limite, ma per stasera chi se ne importa: mi ha rimesso in contatto con la realtà, e tanto mi basta.