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hanno sfogliato qualche pagina *loading* persone
La guerra in Iraq ha provocato finora un numero di morti CIVILI stimato (comparando le fonti di diversi giornali internazionali) fra i 88656 e i 96766. Interessa?
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Carrom. Il gioco definitivo!
Il piacere del biliardo, la comodità di non doversi neanche alzare dalla sedia! ;-)
Piero Calamandrei nel 1950 fece un discorso, al III Congresso dell'Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn) che è ancora paurosamente attuale. Dico paurosamente perché lui parla di ipotesi che noi possiamo intrevvedere nella nostra realtà. E questo fa paura.
"Quando la scuola pubblica è cosa forte e sicura, allora, ma allora soltanto, la scuola privata non è pericolosa. Allora, ma allora soltanto, la scuola privata può essere un bene. Può essere un bene che forze private, iniziative pedagogiche di classi, di gruppi religiosi, di gruppi politici, di filosofie, di correnti culturali, cooperino con lo Stato ad allargare, a stimolare, e a rinnovare con varietà di tentativi la cultura. Al diritto della famiglia, che è consacrato in un altro articolo della Costituzione, nell’articolo 30, di istruire e di educare i figli, corrisponde questa opportunità che deve essere data alle famiglie di far frequentare ai loro figlioli scuole di loro gradimento e quindi di permettere la istituzione di scuole che meglio corrispondano con certe garanzie che ora vedremo alle preferenze politiche, religiose, culturali di quella famiglia [...]
Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. ..."
Se volete leggere tutto il discorso, lo trovate qua
Girare con il naso all'insù, cercando di memorizzare i nomi delle vie
Sbirciare dentro le aule per vedere come sono
Chiedere dov'è il bagno
Perdersi cercando di trovare l'aula che non è dentro la facoltà
Farsi dare indicazioni da una vecchina
da una portinaia
da un'altra portinaia
da una compagna di corso
Stare per minuti interi davanti alla bacheca degli avvisi
Conoscere persone nuove
Scambiarsi pareri su una lezione e un professore nuovo
Chiedere informazioni sugli esami già fatti dagli altri
Perdersi ancora
Non tirare fuori la cartina per non essere scambiata per una turista
Dare informazioni ai turisti
Prendere il treno
Camminare camminare e ancora camminare
Prendere appunti su un quaderno nuovo nuovo
Adocchiare le copisterie più comode e più economiche
Trovare la mensa
Parlare di sé a persone appena conosciute
Imparare cose nuove
...
Lunedì scorso è stato il mio sesto Primo Giorno di Scuola
La mia avversione per la fisica è facilmente spiegabile.
Semplicemente mi rifiuto di credere che, quando Dio ha progettato l'universo, per decidere come far interagire gli oggetti che si muovono sui piani (per esempio i classici rotoli di paglia nel deserto) si sia messo a derivare dei vettori.
Ci DEVE essere una spiegazione più semplice...
Mia nonna, prima che l'Alzheimer la tramutasse nella sorella povera di Pasquale Panella, ha avuto un periodo nel quale, se interrogata, si esprimeva spesso in versi sibillini. Di questi, il suo preferito era un dantesco: "eh, si sta come coloro che son sospesi..."
Ecco, ora siamo cosi: come [tra] color che stan sospesi.

"Sto comprando una nuova bustina di tabacco da masticare in un negozietto che sembra vendere di tutto, dalle caramelle alle ventose sturalavandino, dagli articoli da ferramenta a quelli da farmacia, quando mi si avvicinano tre ragazzi vestiti con dei camicioni di altrettante gradazioni di grigio. Sono allegrissimi, non smettono un attimo di ridere e hanno gli occhi vellutati da un'inconfondibile luce un po' torbida, quella che si ha da “stoned”. Uno di loro, con una faccia che ricorda Errol Flynn da giovane e i capelli lucidi di olio dai quali si sparge all'intorno una zaffata di mandarino, mi porge la mano e dice “Hey, you are the italian with the Fespha, isn't it?”.
Rispondo di sì, senza essere troppo sorpreso del fatto che uno straniero diventi ben presto una celebrità a Nushki, tanto da essere riconosciuto per strada: in un villaggio piccolo e un po' fuori dal mondo, in Pakistan come in Indonesia o in Nicaragua, le notizie corrono alla velocità della luce, e qualsiasi presenza insolita è subito di dominio pubblico".
Lui sì che era un pheego... mi dispiace averlo conosciuto solo adesso.
Ispirandosi ad un arguto programma di Radio Capital, stasera io e RenSyd abbiamo ideato un nuovo giochino...
L'idea è semplice, e vecchia come il mondo: uno dei due parte proponendo un brano musicale, e l'altro risponde con un altro brano, il quale è in relazione con il primo per un gioco di attinenze. Può essere una somiglianza nel titolo, un musicista in comune, o anche solo un'assonanza musicale.
In questo modo si viene a creare una lunga catena di brani, che si può percorrere sul filo delle relazioni. Un po' come il "Bersaglio" della Settimana Enigmistica!
Ovviamente, in tempo di Web 2.0, non potevamo non rendere partecipe il mondo intero di questa pagliacciata, e quindi... ecco la pagina su Blip.fm di "from disco to disco"! :-D
Ebbene, questo è eccessivo anche per me.
...solo per la dimensione, sia chiaro! ;-)
And no-one sings me lullabies
And no-one makes me close my eyes
And so I throw the windows wide
And crawl to you across the sky
Richard William Wright (1943-2008)
E -1!!!!