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hanno sfogliato qualche pagina *loading* persone
La guerra in Iraq ha provocato finora un numero di morti CIVILI stimato (comparando le fonti di diversi giornali internazionali) fra i 88656 e i 96766. Interessa?
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Mia mamma aveva due bellissime Bougainvillea.
Come ogni inverno le abbiamo messe al riparo e quando ad aprile è tornato il sole e la temperatura è diventata mite, le abbiamo riportate in giardino. In pochi giorni sono nate le gemme e si sono ricoperte di piccoli fiorellini colorati.
Poi però è tornato il freddo, solo per due o tre notti, ma sono state fatali: le foglie sono appassite, i fiori sono caduti e le bougainvillea sono rimaste lì, tutte secche. Morte.
Mamma era così dispiaciuta che non ha avuto il coraggio di buttarle via: la ha messe vicino alla muretta, vicino agli altri vasi. Su di loro è piovuto, come su tutte le piante. Ed ha battuto il sole, come su tutte le piante.

Piano piano, senza quasi che ce n'accorgessimo, sono spuntate delle gemme. Sono diventate foglioline. Poi sono spuntati dei rametti. E i fiori. Dal tronco ormai secco, era rinato tutto.
è incredibile come cose che sembrano morte, possano rinascere con così tanto vigore.
è bello sapere che anche quando tutto sembra destinato ad andare verso la fine, si affacci una nuova via - pardon - un nuovo rametto che offre un'altra possibilità a tutta la pianta.
L'inno d'Italia non piace neanche a me, sinceramente. Inoltre alla fine, se non fosse al Governo, Bossi e il suo gesto sarebbero anche un interessante spunto di riflessione.
Peccato, però, che al Governo ci sia. E quando parla di "stato fascista" mi chiedo allora di chi diavolo stia parlando!
Certo, se il dito l'avesse alzato Grillo in piazza una settimana fa, il PD ora sarebbe allo sbando...
La notizia appare sull'edizione on-line di Repubblica in una domenica di luglio, quindi può benissimo lasciare il tempo che trova, considerando che qualche giorno fa hanno pubblicato "in anteprima" la notizia del divorzio tra Laura e George Bush. Però a modo suo è inquetante: "Fate santo Josef Stalin, o verremo a farcelo santo noi!"
Vorrei che invecchiassero gli specchi anziché io.
Geniale!
Io Odio.
Avete presente quelle dichiarazioni da post-tour mondiale di certi gruppi rock, magari insieme da una decina d'anni, nei quali cominciano a crearsi le prime avvisaglie di un break-up alle porte?
Cose del tipo "sì, è stato bello passare questo tempo insieme, comunque ora credo che ci dedicheremo ognuno ai propri progetti solisti, magari produrremo qualche album di un amico, ci perderemo di vista per un po', ecco... ma non è escluso che presto potremo tornare a lavorare insieme!" Poi come va dipende dalle persone, dai rapporti che si sono creati, da quanto si sono rovinati. A volte qualcuno lascia, a volte il gruppo si scioglie, a volte rimane unito nonostante tutto e basta un periodo di relax per ritornare a lavorare insieme entusiasti come prima.
Al momento in famiglia l'aria che tira è proprio questa. Ognuno si dedica ai suoi "progetti solisti", visto che ciò che si dice, o non si dice, quando si "va in tour" è troppo pesante da sopportare.
La parte più importante, e più difficile di tutto questo è far sì che ciò non capiti anche nella vita di coppia, come vedo troppo spesso accadere.
Ora come ora, se è vero che come mi hanno più volte detto molti amici tenere insieme un gruppo è come mantenere un rapporto di coppia... beh, io vorrei essere i Led Zeppelin!!! :-)

Diciamolo: se l'avesse disegnata Vauro sarebbe già in galera.
P.S. Vauro l'avrebbe disegnata meglio

Underwork è una fotografia mossa di un tempo di mezzo in cui i giovani, se da una parte sono a mollo e annaspano,
dall’altra sono a mollo e fanno l’idromassaggio, bevono cocktail, galleggiano.
Racconta in modo divertito e disincantato di come, nel nostro nord est,
la situazione di precarietà e incertezza non venga vissuta dai più giovani con l'allarmismo e la preoccupazione di cui si sente spesso parlare,
ma al contrario di come universitari e laureati giochino e siano dei liberi professionisti felici.
Questa incoscienza dello stato di degrado a cui siamo arrivati anche in materia di lavoro ci sembra più grave della situazione stessa.
Nel medesimo tempo lo spettacolo si interroga se si stava davvero meglio quando si stava peggio.
Consigliato, ma solo se non vi spaventa l'idea di uscire dal teatro e chiedervi "eh beh?"
Consigliato ancor di più, invece, se come me avete la tendenza a guardare uno spettacolo e chiedervi troppo spesso "ma cos'avrà voluto dire?"
Occorrente: due cuochi, riso per due persone (sei pugni), cipolla, olio, funghi secchi sudamericani (anche allucinogeni, se necessario), una riga di zafferano, formaggio grana, parmigiano o equivalente, burro, prezzemolo, sale, brodo di dado o meglio ancora di verdura vera, vino bianco e sottiletta.
Preparazione: Tre quarti d'ora prima di accingersi alla preparazione del succulento piatto è buona idea mettere a bagno i funghi in acqua tiepida, per farli rinvenire (è italiano, giuro!). Nel frattempo potete fare un giretto. Preparate poscia sul piatto del lettore CD i seguenti album, in ordine:
- Ivan Segreto, Porta Vagnu
- Jamiroquai, The return of the space cowboy (versione europea)
Al vostro ritorno, accendete immediatamente lo stereo.
Porta Vagnu, la porta di lu munnu,
picciotti a mai finiri hannu chi fari.
Si nna machina passa, si ferma ni lu munnu,
si ioca, scinni scinni rinuledda, nichi e danni tutti n’tunnu…
Mentre uno dei due cuochi soffrigge la cipolla, l'altro prepara il brodo con il dado o tira fuori il brodo di verdura precedentemente preparato (come in TV!!!). Il primo cuoco aggiunge il riso alla cipolla, insieme ai funghi, e mescola a lungo il tutto finché non riesce più a fare a meno che si attacchi. Questo è il momento giusto per aggiungere un mezzo bicchiere di vino bianco e possibilmente inalarne tutta la parte alcolica, che evapora all'istante.
Quando anche il vino ha fatto la sua parte nell'impaccare il riso, aggiungere il brodo mescolato all'acqua di decantazione dei funghi un po' alla volta avendo cura di tenere mescolato il riso. Da questo momento è conveniente puntare una decina di minuti sul timer. Aggiungete pure il prezzemolo.
Il numero di telefono della mia banca è 640666
Non credo tanto a queste coincidenze...