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hanno sfogliato qualche pagina *loading* persone
La guerra in Iraq ha provocato finora un numero di morti CIVILI stimato (comparando le fonti di diversi giornali internazionali) fra i 88656 e i 96766. Interessa?
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Mi ricordo ancora l'ultima gara di Karate. L'ultima prima di domani, beninteso.
Era aprile del... aspetta... del 2003 credo. Cinque anni fa. Talmente tanto tempo fa che io e Sisila ci conoscevamo da soltanto un mese (per dire). Ricordo che fu a Legnago, come quella di domani, e che fu la mia prima gara di combattimento libero, e anche l'ultima. Fino a domani, beninteso. Arrivai secondo, fra l'altro. Ma è anche vero che eravamo quattro gatti.
Domani invece ci sarà un bel po' di gente. La gara è a inviti, ci saranno atleti dalla Lombardia, dal Piemonte, dalla Toscana, perfino dal Lazio. Pare che forse sarà presente perfino il Maestro Masaru Miura, l'uomo che ha portato il karate in Italia (dentro una valigia).
Emozionato? Sì, parecchio! :-/
Intanto, il mondo andava avanti, e se ne fregava dei Genesis, e di noialtri: si era tenuto Peter Gabriel.
Peter Gabriel era una spanna sopra a tutti, e ancora lo è. I Genesis sono spariti, fiocamente. Ma non importa. Con quella faccia un po’ così, noi sappiamo ancora tutto il testo di “Supper’s ready”, 23 minuti, e il timing esatto di ogni suono di “The musical box”. Abbiamo altre vite, frequentiamo e amiamo persone senza quella faccia lì, ci piace altra musica: ma non baratteremmo tutta la produzione musicale del 2003 con una qualsiasi canzoncina del 1974.
Luca Sofri, da "Afterglow"
Pensavo che i computer senzienti (e con dei gusti musicali diversi da quelli dei loro proprietari) fossero appannaggio di certi romanzi di fantascienza... e invece!!!

...e ora il dilemma: dovrò cambiare supporto o accettare il fatto che non potrò mai più masterizzare certi album?
Un tipo strano, Giovanni Allevi.
Arriva sul palco e sembra Quasimodo, il protagonista de "Il gobbo di Notre Dame". Un po' sciancato, corre come se avesse assunto peyote per tutta la vita. Prende in mano il microfono, accarezza il piano e presenta il primo brano. Non dice neanche "buonasera", "ciao", semplicemente ripete a memoria il pezzettino che si è scritto.
Si siede al piano e inizia a suonare, chinato sulla tastiera come Schroeder.
A questo punto sembra di assistere ad una seduta spiritica: il timido ragazzo che poco prima parlava con voce fioca si riversa sui tasti bianchi e neri come una furia, e ne fa esplodere un marasma di note che invadono l'aria. Ipnotizza il pubblico materializzando nell'aria immagini accennate, più che dipinte. Perché è questo il potere della sua musica: evoca continue immagini, fa viaggiare con la mente e con il cuore. Trapassa ogni difesa e colpisce l'ascoltatore nelle emozioni, più ancora che nell'intelletto.
Sarà per questo che nei newsgroup di musica su di lui viene spalata regolarmente una discreta quantità di merda: "pianista commerciale", "prodotto delle major", "melodie banali da Sanremo senza parte cantata" ecc...
Sinceramente credo che tutti quelli che commentano così piscino un po' fuori dal vaso. Io ammetto che fino a stasera non avevo mai ascoltato eccessivamente Allevi, perché... boh, mi sembrava di primo acchito più cerebrale di molti altri e l'avevo parzialmente tralasciato. Vedendolo dal vivo invece ho capito che quello che fa è semplicemente esprimere col piano le sue emozioni, il suo essere più intimo. E nel farlo suscita le stesse emozioni in chi lo ascolta, creando una relazione più vera di quella che potrebbe creare con le sue timide parole. Empatia.

«Joy è stato inciso senza averlo mai suonato prima, se non nella mia mente: il pianoforte deve restare un’isola incontaminata da esplorare, dove l’emozione ha il sopravvento sulla tecnica»
Come mi ricorda Ciro anche in questa campagna elettorale, puntuale come la morte e le tasse, è arrivato VoiSieteQui, sito che si propone di aiutare gli internauti italiani nel comprendere quanto le proprie posizioni siano distanti da quelle dei vari partiti in lizza.
Ho partecipato anch'io, anche stavolta (devo recuperare il grafico di tre anni fa!!!), ed ecco il risultato:

(Sinceramente non so se stupirmi di più della distanza dal PD o della vicinanza a Ciro! :-P)
Certo, da buon polemico ho le mie osservazioni da fare: innanzitutto non so se le 25 domande inserite possano essere davvero sufficienti per determinare la posizione nel grafico in modo preciso. D'altra parte ricordo che l'altr'anno le domande erano ben di più, ma in compenso il test era molto più pesante e lungo.
Altra osservazione: dal grafico la destra sembra tutto fuorché "compatta", mentre la sinistra, checché se ne dica, sembra portavoce di posizioni piuttosto simili. Da da pensare...
Come? Volete provare?
Rimango 24 ore senza internet a casa, a causa di un divertente disservizio della Telecom.
Nel frattempo mi ritrovo a imprecare perché non posso stampare le dispense che il prof ha appena messo online, mio padre scopre che le sue e-mail piene di link sono diventate inutili e mia sorella deve assolutamente trovare una recensione per un lavoro commissionato (mi auguro) da una prof.
Oggi finalmente mi riconnetto (sono stati anche piuttosto celeri) e cosa mi ritrovo nella mia amata vignetta del giorno di Scott Adams?

...se nella vita fosse tutto così semplice.
Come with me
Into the trees
Well lay on the grass
And let the hours pass
Take my hand
Come back to the land
Lets get away
Just for one day
Let me see you
Stripped down to the bone
Let me see you
Stripped down to the bone
Metropolis
Has nothing on this
Youre breathing in fumes
I taste when we kiss
Take my hand
Come back to the land
Where everythings ours
For a few hours
Let me see you
Stripped down to the bone
Let me see you
Stripped down to the bone
Let me hear you
Make decisions
Without your television
Let me hear you speaking
Just for me
Let me see you
Stripped down to the bone
Let me hear you speaking
Just for me
Sempre piaciuta Stripped, sia nella versione "cruda" di Black Celebration sia nelle versioni più colorite del singolo e dei vari live. Però l'ho sempre considerata una canzone materialista, facendomi probabilmente influenzare dall'incipit. Poi questa recensione mi ha convinto del contrario. Spingendomi ad ascoltarla meglio.
Sono un ragazzo di campagna.
Cosa significa? Significa che quando avevo cinque anni giravo in bicicletta per la mia via, a mezzogiorno, e non rischiavo di essere investito. A tredici mi sedevo in mezzo alla strada alle nove di sera, e mi accorgevo con un minuto di anticipo di eventuali auto in arrivo, senza neanche guardare. Bastava sentire il rumore.
A quindici anni giravo in Ciao per delle strade larghe due metri, con un fosso da entrambe le parti. A diciotto sfrecciavo per le stesse strade in auto, con una nebbia tale che avrei visto sì e no due strisce della linea di mezzeria, se ci fossero state.
Sono un ragazzo di campagna, e quando vado in centro - e parliamo di un comune di 26mila abitanti - mi sento stressato e odio il rito del cercaparcheggio-schivapedoni-trovaparchimetro. Motivo per cui cerco quando possibile di non andare in centro in auto, ma in Vespa, così se non altro risparmio tempo e pure carburante.
Data la mia indole campagnola tendo a prestare maggiore attenzione alla segnaletica orizzontale, piuttosto che a quella verticale. Se c'è uno stop sarà una linea orizzontale bianca a dirmelo, se posso sorpassare o no invece mi sarà spiegato dalla linea di mezzeria. Insomma, i segnali stradali tendo a guardarli poco o niente, anche perché mi dicono spesso cose che già so (x es. Divieto di sosta quando a lato della strada c'è la linea continua. Grazie, ma lo so già) oppure cose inutili (i limiti di velocità, per esempio 80Km/h in una strada a 4 corsie con guard-rail centrale, oppure 20 km/h dove ci sono i lavori in corso, giusto per creare immani tamponamenti a catena). Quando parcheggio guardo innanzitutto il colore delle strisce. Se sono gialle non parcheggio, se sono blu mi informo di quanto costa, se sono bianche parcheggio e me ne vado.
Invece no, perché c'è un malvagio aggeggio sempre in agguato, pronto a funestare le mie giornate. Si chiama disco orario.
Questo aggeggio, che tutti ben conosciamo, appare disegnato in piccolo su appositi cartelli piazzati ogni 100 metri in parcheggi che fino a pochi mesi fa erano liberi, e nei quali abbiamo sempre parcheggiato tranquillamente. Un giorno, come è capitato a me oggi, arriviamo e - zac! - piazziamo la nostra auto perfettamente al centro delle strisce bianche, come di consueto, e ce ne andiamo per la nostra strada, incuranti di tutto.
Al ritorno, saliamo in macchina e partiamo, quand'è che ad un certo punto il nostro sguardo viene catturato da un'ombra azzurrina sul lato destro del parabreeeeze, proprio sopra al... disco orario.
Che sarà mai???
Per farla breve: sì, mi sono beccato un'altra multa da 36 euro per non aver messo il disco orario.
Mi sa proprio che dovrò procurarmi uno di questi magici aggeggi...
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A volte i ricordi sono spietati.