Sfoghi di due menti costipate in uno spazio angusto
Da che pulpito
Doposbornia
Il blog di Daniele Luttazzi
Il blog del Barba (c)
Gufo!
Menade Danzante
OirArtNoc
Numero Perfetto
Python Boots
Spintheblackcircle
Silvio Berlusconi's weblog
Winged
ZiaGiseldina & the city
5 pani 2 pesci
A.C. Minerbe
Canzoni contro la guerra
D e a d a i r s p a c e
DeBaser
Emergency
HyperTrek
Ken Parker
l'Internazionale
LEGO's database
Peace Reporter
Pletypus
Pollycoke
Radio Sherwood
Retrievr
Vangelo del giorno
Voglio Scendere
Wikipedia
Zappa's
Il blog di Eriadan
La Gatta Bastarda e l'Orso Ciccione
Visioni binarie... d'oltreoceano
RenSyd's photos
Sisila's photos
Whitefang's photos
(and the old ones)
XKCD
oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
hanno sfogliato qualche pagina *loading* persone
La guerra in Iraq ha provocato finora un numero di morti CIVILI stimato (comparando le fonti di diversi giornali internazionali) fra i 88656 e i 96766. Interessa?
Paura di perdere un post? Iscriviti ai Feed di Sole-Luna!

Sole-Luna e' rilasciato sotto una discreta, sensibile, amabile licenza Creative Commons.

Oggi ultimo esame, dell'anno e dei tre anni...
che soddisfazione!!
È incredibile come si riescano ad apprezzare le piccole cose, solo togliendole dal loro contesto abituale. Non stravolgendole o rendendole straordinarie, ma semplicemente facendole con un po' di attenzione in più.

La settimana scorsa non ho abitato a casa mia. Ho abitato in Casa gP2, insieme a Lullu e cinque tra ragazzi e ragazze intorno ai 18 anni. Non è stata una convivenza come le altre: qui non ero al pari degli altri...ero nel ruolo della mamma!
È stato difficile, ma anche meraviglioso.
Ho scoperto la bellezza di preparare da mangiare per qualcuno a cui vuoi bene
Ho scoperto l'affetto che è nato e senza accorgersene è diventato grande
Ho scoperto quanto è divertente avere dei vicini simpatici
Ho scoperto lo stupore di sacrificarmi per qualcun'altro
Ho scoperto quanto mi piace avere una famiglia
Ho scoperto com'è bello esserci quando qualcuno ha bisogno di te
Ho scoperto che gioia sapere che c'è Qualcuno che cammina con te ogni giorno
Ho scoperto che diamo per scontata la condivisione
E quando sono tornata a casa, distrutta, dalla mia famiglia mi è nato un sorriso. Per quella famiglia che mi fa arrabbiare, che non è perfetta, ma neanche lontanamente, che non mi sa capire, che si scontra, ma che c'è, per me.
Ho scoperto che è proprio una fortuna avere una famiglia,
anche se spesso non ci vogliamo credere
Quando una persona che di solito parla molto
se ne sta zitta per un bel po'
oppure parla di cose banali:
che bel cielo azzurro c'è oggi
che palle tutto questo studio
che freddo quest'inverno
che bella questa borsa
Quando non ha più voglia di raccontare
oppure non sa più se va bene raccontare
Quando le parole non si intrecciano più
nella lingua, tra le corde vocali
quando i suoni non escono
oppure ne escono pochi
viene da chiedersi cosa succeda
viene da pensare che sia qualcosa di brutto
Invece, forse, c'è bisogno di tempo
perchè non si può sempre parlare tanto
ogni tanto bisogna starsene un po' zitti
per ascoltare quello che c'è fuori
quello che c'è dentro
ma anche solo per stare zitti
e basta.
Benché Silvio Berlusconi abbia provato in ogni modo ad oscurare la cosa, arrivando perfino a dichiarare delle palesi stupidaggini come la fondazione di partiti dal nome improbabile, la vera notizia della settimana è trapelata.
Gavin Harrison sarà il co-batterista nella nuova formazione dei King Crimson!
Ecco il link al quale si trova la citazione del diario di Fripp a riguardo.
Stando a quanto dichiarato il batterista dei Porcupine Tree sarà il quinto membro della nuova incarnazione del re Cremisi, che dovrebbe prendere il largo nel 2008 per qualche serata e quindi, si immagina, un disco in studio.
Ecco quindi la nuova formazione, una specie di "double duo incompleto" che somiglia molto nelle intenzioni, almeno così traspare dalle dichiarazioni di Fripp, al "Larks' quintet" del 1972:
Robert Fripp: guitar, soundscapes
Adrian Belew: guitar, vocals
Tony Levin: bass, stick
Pat Mastelotto & Gavin Harrison: drums, percussions, traps and buttons
Cosa dire del buon Harrison? Non ho mai sentito nulla di ciò che ha fatto coi Porcupine Tree, ma avrete avuto modo anche voi sicuramente di sentirlo, dato che è lui che suona in quello che è forse il più famoso brano di Battiato, "La cura". Ha inoltre collaborato con Baglioni, Alice... quasi con più artisti italiani per stranieri. Vedere la pagina dedicata su Wikipedia per credere!!!
Che dire... non vedo l'ora di vederlo all'opera, anche se fatico un po' ad immaginarlo mentre interagisce col "magic duo" Fripp+Belew... mah! 8-)

Stasera 0°C.
Questa foto mi comunica una profonda sensazione di nostalgia, di malinconia, come se quei giorni li avessi vissuti. La stessa sensazione che mi capita ascoltando certi album del periodo, come "Atom heart mother" (che è in effetti di 7 anni dopo), o leggendo Il giovane Holden (che in effetti è ambientato prima) o guardando Happy Days (anche questo ambientato nei 50s). Sarà perché se chiudo gli occhi riesco ad immaginarmi il panorama intorno: la casa con il portico, la cassetta della posta, le case intorno, le Pontiac in strada... troppi film? Dite? E sì che saranno 10 anni che non guardo "ritorno al futuro"...
Credo di avere quella sindrome da "nostalgia per gli anni tra la fine della guerra in Corea e l'inizio di quella in Vietnam". Curioso, per uno nato negli anni '80...

(No, non sono stato scritturato per una parte nel film dedicato a questo supereroe, peraltro in uscita nel 2008!)
Non stiravo dal 1 giugno 2003. Esattamente da quel giorno, anche se ovviamente la data non me la ricordo per questo avvenimento, ma per altri decisamente più importanti!
Sta di fatto che ieri sera, dopo quattro anni e mezzo, mi sono ritrovato a stirare di nuovo. Non però una t-shirt, non un paio di boxer, e nemmeno una felpina di cotone.
Mi sono trovato nella necessità (che d'ora in poi diventerà prassi) di stirare il mio karategi.
Un karategi di buona qualità, lavato e steso, assomiglia molto all'armatura di un calaviere dello zodiaco quando arriva all'ultima puntata di una serie. Per chi non avesse colto la similitudine, immaginate un'automobile dopo un tamponamento multiplo ad un raduno di camionisti.
Stirarlo quindi non è per niente facile. Si parte dai pantaloni, da un lato e dall'altro, e poi nel mezzo stando attenti a non creare più pieghe di quelle che si tolgono, perché in vita c'è l'elastico.
Già i pantaloni sono una bella sfida, perché non hanno una bella riga laterale coincidente con la cucitura. Magari!!! Inoltre il cavallo, come si intuisce dalla foto, è molto espanso, vuoi per contenere i grandiosi attributi degli atleti (ehm...), vuoi per contenere la "conchiglia paraballe" che li protegge, vuoi soprattutto per mantenere la vestibilità di un karategi simile a quella dei pantaloni di 50 cent.
Poi si passa alla casacca, e qui viene il bello. Praticamente è come stirare un accappatoio di cotone pesantissimo, e con una tendenza allo spiegazzamento tendente all'infinito.
Alla fine con l'aiuto di Sara (my sister) in una ventina di minuti me la sono cavata, e il risultato è anche discreto. Sono anche riuscito ad arrivare in palestra puntuale! E ne è valsa la pena, perché fare karate col karategi stirato è davvero tutta un'altra cosa!
Magari però sarà il caso che prima di lunedì una lezioncina dalla mamma me la faccia dare...
Nicefly, rock'n'roll buelo al punto giusto.
Cover dagli Alice in chains agli Artic Monkeys, dai Blues Brothers ai Queen passando per Pearl Jam, Joe Jackson e poi non so che altro.
Forse, ma dico forse, anche un brano loro :-)
Che fate lì? Segnatevelo in agenda! Stampate la locandina! Datela ai vostri amici, nemici, colleghi e avversari! Declamatela stando in casa, andando per via, ripetetela ai vostri figli!
L'appuntamento per tutti è il 15 dicembre, nella birreria più sconosciuta del west veronese!
Hasta la vista, baby!
A volte mi sento
come se non potessi nemmeno cantare (parla,parla,la luce)
sono molto agitato per questo mondo
sono molto agitato per te
riporto a galla il ricordo di te
c'è una scena
tu sei sdraiata sul sedile posteriore
i finestrini ti proteggono attorno
dal suono del viaggio e del motore
tutto ciò che senti è il tempo immobile durante il viaggio
e dà così pace e totalità
l'attimo di eternità che non passa
ma dolcemente ti accompagna nel sonno
le stelle sono la cosa più bella che tu abbia mai visto
e sono lì per te
per te sola,e tu sei ogni cosa
penso tanto a questo mondo e piango
e ho visto i film e poi gli occhi
ma sono in questa cucina
tutto è molto bello
lei è così bella
lei è così bambina e donna
guardo a lei e vedo la bellezza
della luce della musica
le voci che arrivano da qualche parte nella casa
piena primavera e tu stai venendo fuori dal sonno
coi tuoi denti in bocca
tu sei qui con me
tu sei qui con me
tu sei stata qui e tu sei ogni cosa
Traduzione di Giovanni - grazie a remfriends.com

Quando uno
come me
decide di fare pulizia fuori
allora significa
che è ora di fare pulizia dentro.
(come le donne quando si tagliano i capelli.)
(peraltro sono cose che accadono, di questi tempi...)
«Preferisco i musulmani che pregano ai cristiani che bestemmiano. Se pensate di farmi diventare razzista vi sbagliate»
Con queste parole Don Aldo Danieli, un coraggioso sacerdote della provincia di Treviso, ha risposto a chi ha criticato la sua scelta. Quale scelta? Quella di aver prestato, a titolo gratuito, una parte dell'oratorio parrocchiale ad una comunità musulmana, per le loro funzioni.
«È inutile parlare tanto di dialogo se poi gli sbattiamo la porta in faccia. Papa Wojtyla li ha chiamati cari fratelli musulmani, come si fa allora a chiudergli la porta? Per me sono tutti figli di Dio». Il discorso è così logico che viene da chiedersi come non sia potuto venire in mente prima, venire a tutti. La risposta ovviamente è che tra definire delle persone "fratelli" mentre si sta affacciati ad un balcone, con tutto il rispetto per il Papa, e invitarli praticamente in casa propria ce ne passa. Sarei un bugiardo se dicessi che non sono nemmeno un po' sospettoso quando un immigrato mi suona il campanello per chiedermi se ho qualcosa da dargli. Sarei bugiardo se dicessi che non mi infastidisce neanche un po' lasciarlo da solo in salotto, quest'uomo come me, mentre vado a prendergli un succo di frutta, qualche euro, un panino o che ne so. Nonostante ne abbia avuti a pranzo, di "vucumprà" (allora si chiamavano ancora così), con tanto di rutti e prosciutto cordialmente rifiutato, nonostante tutto rimango un po' diffidente.
Allora la scelta di Don Aldo è doppiamente coraggiosa, anzi triplamente coraggiosa. Perché questo Don sembra vantare una limpidezza di ragionamento non indifferente, ma ciò non fa mancare i detrattori, soprattutto nella Marca Trevigiana, che in Veneto non è la zona più nota per l'accoglienza agli stranieri. Senza contare che titoli del tipo "Una chiesa che al venerdì diventa moschea" non aiutano di certo.
Così il vice-presidente della giunta regionale del Veneto, il signor Luca Zaia (che è anche assessore all'agricoltura e al turismo... bene...), se ne esce con «Mi appello al vescovo Mazzocato perchè chiarisca la posizione di questo parroco che non sono convinto sia in linea con il comune sentire della Chiesa; non mi risulta, infatti, ci siano state in Veneto altre iniziative di questo genere». Certo, da un leghista nessuno si sarebbe mai aspettato un'apertura mentale maggiore, e discorsi del tipo "non credo che il comune sentire della Chiesa sia questo" oppure "non mi risulta che ci siano mai state iniziative di questo genere" (con un sottointeso che è "se non ce ne sono state prima, non vedo perchè debbano esserci ora") sono i classici discorsi da bar tanto comuni dalle nostre parti. Parole pronunciate da chi, evidentemente, la Chiesa la vede solo da fuori, o nelle fiction.
Spero che questi discorsi, così come i tanti appelli al "principio di reciprocità", secondo il quale i musulmani presenti in Italia sarebbero responsabili dei comportamenti dei loro connazionali a migliaia di Km da qui, vengano ignorati in fretta, e le minacce che, ovviamente, sono state lanciate a Don Aldo siano le prime e le ultime. Chissà che questi nuovi cittadini che vivono tra noi non riescano finalmente a farci imparare un po' cosa voglia dire la carità. A me per primo.