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hanno sfogliato qualche pagina *loading* persone
La guerra in Iraq ha provocato finora un numero di morti CIVILI stimato (comparando le fonti di diversi giornali internazionali) fra i 88656 e i 96766. Interessa?
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Alcuni aforismi dritti dritti da aforismi-citazioni.splinder.com
La felicità è come un gatto che corre dietro alla sua coda. Più la rincorre e più gli sfugge. Ma quando si impegna in altre cose, la coda gli viene dietro ovunque lui vada.
Xavier Wheel
Bisogna somigliarsi un po’ per comprendersi; ma bisogna essere un po’ diversi per amarsi.
Paul Géraldy
E questa è per me:
Se la corrente ti sta portando dove vuoi andare, non discutere.
Isaac Asimov
Leggendo questo blog sembra che io e Sisila non facciamo mai nulla insieme.
Invece nelle ultime 48 ore siamo andati a Bologna, per vedere una rappresentazione in memoria della strage del 2 agosto 1980, abbiamo dormito da una mia amica a Ferrara, abbiamo perso e preso treni, corriere e moto di varia cilindrata, per poi ritrovarci oggi a mangiare una pizza.
Ecco, ci tenevo a dirlo. Tutto qua.

Il lago di Resia.
...anche se purtroppo solo per pochi giorni. E poi... lavori in corso fino al 2011!!!
Per i fans Pinkfloydiani e appassionati di archeologia industriale (o, come nel mio caso, entrambe le cose) un'occasione irripetibile!
...chi mi presta i soldi del biglietto per Londra?!?
Tutti siamo d'accordo: no all'accanimento terapeutico.
Quando per una persona non c'è niente da fare, ogni terapia utile è stata provata, ogni diagnosi verificata, la cosa migliore da fare è cercare di vivere al meglio gli ultimi momenti.
Ma cosa fare quando ci si accanisce su un'idea?
Cosa fare quando un intero sistema di valori, di credenze, di cose date per scontate sembra accartocciarsi, solo perché lo si è guardato a fondo?
E' vero che le cose vanno viste da vicino per vederne le imperfezioni, ma è proprio quando qualcosa pretende di esserne esente che la critica si fa più distruttiva.
Allora comincio a chiedermelo: non sarà un accanimento terapeutico, il mio, su un'idea che mi sembra sempre più pericolante ma che continuo a sostenere, per il semplice fatto che mi terrorizza il fatto di farne a meno? Lo so, sono un dubbioso professionista, un anarchico dialettico, un eterno pessimista del logos, ma che ci posso fare? Mi sento un cretino a non pormi domande, e un insicuro quando mi rendo conto che non so darmi risposte.
E la cosa diventa tragica, a volte, quando mi specchio e scopro che credo di star insegnando qualcosa a qualcuno, invece sono come un capitano cieco, di una nave della quale forse non conosco nemmeno la rotta.
E mi tornano in mente le parole del mio maestro di Karate: "a qualcosa si deve credere, prima o poi si arriva tutti a capire che c'è qualcosa in più, che non si esaurisce tutto qui".
Io stasera credo che basti questo.
Se voleva di più, poteva essere più chiaro.
Il 28 ottobre Emergency sarà presente in oltre 200 piazze italiane per gridare sempre più forte NO ALLA GUERRA.
Per l'occasione saranno in vendita anche i nuovi calendari 2007, con illustrazioni realizzate per l'occasione, ed i fondi raccolti andranno al centro medico chirurgico "Tiziano Terzani" di Lashkar-gah, in Afghanistan.
Mi sembra che ce ne sia più che bisogno. Cerchiamo di fare anche noi la nostra parte.
Se andate a Cuba, ricordatevi di avvertire i vostri amici su Gmail (e Sisila sa di cosa sto parlando :-P) che per un po' non vi farete sentire...
Ogni tanto riscopro il piacere della lettura.
Soprattutto in questi giorni: il treno, l'autunno, voglia di fermarsi un po' a riflettere e contemporaneamente di evadere... serve però un buon libro.
Per fortuna l'ho trovato (e già finito): "The shrinking man" di Richard Matheson.
I più lo considerano un romanzo di fantascienza, ma secondo me (e non solo secondo me) la definizione è alquanto riduttiva.
La storia è a dir poco semplice: un uomo, per un motivo che non sto a spiegarvi, ad un certo punto della sua vita inizia a calare di statura, rimanendo proporzionato. Tre millimetri al giorno, due centimetri alla settimana.
Questo però non è che un pretesto per un'approfondita indagine, da parte dell'autore, nella natura umana.
Il protagonista perde pian piano la propria identità e, man mano che diminuisce d'altezza, il rispetto degli estranei e della figlia nei suoi confronti calano. Ogni giorno si trova ad affrontare nuove sfide, mentre i suoi bisogni (da quelli alimentari a quelli sessuali) non accennano a calare ma è sempre più difficile per lui esaudirli.
In meno di 180 pagine arriviamo a conoscere Scott Carey meglio di quanto lui stesso si conoscesse prima di iniziare a "rimpicciolire". Ne conosciamo i pregi e le debolezze, ma anche le paure più profonde, che poi sono le paure più profonde di chiunque. L'abbandono, l'inadeguatezza, la sopraffazione, la disperazione.
Scott ha continui momenti di crisi e continue rinascite (forse anche per questo mi sono immedesimato ancora di più del solito), continue sfide che lo spingono ad impegnarsi di più nella sua lotta per la sopravvivenza.
Ho detto più che abbastanza. A questo punto non vi stupirete se vi consiglio caldamente questo romanzo, anche perché non dimostra assolutamente i suoi 50 anni. Se invece volete una recensione migliore, vi invito ad andare qui.